martedì 19 settembre 2006

Sul filo del cielo

E vogliamo parlare di quando c'è già un equilibrio istabile, e poi accade proprio quella cosa, minuscola, una noncuranza, ma che attiva quel complesso meccanismo a catena che fa esplodere il mondo.



Quale mondo?



Eppure c'è chi di questa complessità non se ne accorge.



Non so se esiste la sfortuna o siamo artefici al cento per cento di ogni evento che ci succede.



Personalmente, sono un volitivo. Ma una componente del caso, la vogliamo anche mettere?



E che caso!!!

8 commenti:

  1. altro che caso...c'è un limite anche alla casualità delle cose...

    echeccazzo!!



    zp

    RispondiElimina
  2. il caso e' sempre un'eventualita'...



    noi lo chiamiamo caso, ma in realta era tra le possibilita' da tener presente.



    no?



    forza AP.

    RispondiElimina
  3. Oddio, gia' la giornata e' iniziata male, poi mi leggo questo post e adesso ho il mal di testa...

    Pero' posso rispondere al tuo quesito: "siamo artefici al cento per cento di ogni evento che ci succede?" con un esempio:

    Me medesimo: "Me la dai?"

    Gnocca da paura: "No."

    Ecco dimostrato che non siamo artefici di ogni evento che ci succede (in questo caso, che NON ci succede...).

    RispondiElimina
  4. Rispondo:

    @zp: sono d'accordo.

    @dwarf: non hai una bmw. ti passo un aulin?

    RispondiElimina
  5. Guarda che l'esempio era generico, a me, a domanda, rispondono "Si, subito!" e senza bmw :P

    Per l'aulin sì, sarebbe gradito, grazie.

    RispondiElimina
  6. Porca miseria, certo che la mettiamo la componente "caso"!!! Sono anche io bella tosta e costruisco con tutta la positività e l'energia che ho... ma quando il "caso" ci mette il naso, diventa un vero casino.

    RispondiElimina
  7. Sono una che ama programmare la sua vita, ma le cose piu' importanti mi sono capitate per caso.

    Indi, poscia...

    Leela

    RispondiElimina
  8. Una risposta unica per tutti. Madonnasanta!

    RispondiElimina