giovedì 25 ottobre 2007

Ma tutto questo è già più di tanto

gabbianoÈ una notte in Italia che vedi

questo taglio di luna

freddo come una lama qualunque

e grande come la nostra fortuna

che è poi la fortuna di chi vive adesso

questo tempo sbandato

questa notte che corre

e il futuro che viene

a darci fiato.



(Ivano Fossati, Una Notte in Italia)



L'effetto che fa su di me la musica (e la poesia) di Fossati è una specie di caldo abbraccio.

Fossati scrive per immagini, come se ogni strofa fosse una fotografia. Descrive passo dopo passo delle emozioni, e poi, alla fine, due versi per commentare, come una didascalia.



Solo che Fossati va dentro le cose. E, come i grandi fotografi, non racconta un evento, ma racconta una storia, una emozione attraverso la descrizione di una realtà.



E questa musica ha sempre accompagnato la mia vita. E il "taglio di luna" mi ha ricordato un amore, perchè ogni amore è quell'amore.



E ho guardato al futuro, e a quanto è incasinata, ma bellissima, la vita. E la tristezza va via.



E non riesco a capire quelli che di Fossati dicono... che è triste.



Sarà.



Per me son persone che non ascoltano. Ma non che non ascoltano Fossati. Non ascoltano e basta. Han bisogno di rumore sempre uguale, con titoli diversi, per non sentire l'urlo della solitudine.



Ma tutto questo è già più di tanto...



(Effetti deleteri di un pomeriggio di Photoshop. Un tempo, quando stampavi, uscivi che puzzavi di acido, e di ammoniaca. Insomma, eri rinco e puzzavi di piscio di gallina. Ora, Photoshop è asettico. Ma crea assuefazione.)

venerdì 19 ottobre 2007

Cogli la prima mela



Lei: Il mio uomo ideale è ironico, intelligente, spiritoso, sensibile, colto, profondo...

Io: Perché continui a descrivermi?

Lei: (ride)

Io: Cameriere! un altro calice di inzolia!



(foto di AmorPlatonico, Bacche in Sila Piccola)

giovedì 18 ottobre 2007

Tramonto occidentale

dervisci

Statale 115 orientale sicula.

Alle 18.30, il cielo si è aperto e ci ha regalato un tramonto con quello che chiamo sempre "l'universo di sole basso".

Son cose.

Eravamo di fretta, ci aspettavano, e non è stato assolutamente possibile scattare una foto al disco rosso del sole tagliato dalle nuvole.

E' stato un tramonto da cartone animato...

... quelli in cui si vede l'Arcadia di Capitan Harlock che vola verso l'infinito, via dalla Terra.

Io con quei tramonti, quei tramonti di cartone, ci son cresciuto.

Ora, me li godo, sempre.



E quando un mio amico fotografo mi ricorda... che quando non riesce a scattare una fotografia se la "scrive" per rifarla quando ricapita la stessa scena...



... beh... non so se son d'accordo. Piu' o meno la foto la rifai... ma è come amare una donna diversa con il desiderio di quella prima.



Mah...

martedì 16 ottobre 2007

Zoom

















Non so se sono questi contrasti

che mi ricordano le inner sleeve di "Orizzonti Perduti" di Battiato

e di come son cresciuto con certa musica o certa cultura...



... sta di fatto che la felicità è una questione di punti di vista

di prospettive

e, qualche volta,

di giuste voci.



(E mille barbagli trafiggono le palpebre...)



(foto di AmorPlatonico, mare di Staletti)

venerdì 5 ottobre 2007

Dedicato.



E' ufficiale. Esce a Natale.

Il mio primo libro.



E sarà dedicato ai bambini.



Perché loro è la speranza.



L'innocenza non è qualcosa di cui doversi vergognare. Eppure...

...eppure quando penso che la gente piccola si fa del male gratuito per quattro spiccioli, vomito.



C'è un momento, nella vita, in cui il bambino che c'è in noi vomita anche lui, esce a compare le sigarette e non torna più.



Il disegno è del piccolo Francesco, dieci anni, figlio della mia editor.

Ieri mi ha visto così.



Non sono così stempiato, ma mi ha tolto qualche chilo, il che non guasta.



Ma disegna bene, il cucciolo. Coglie l'anima. E ha anche un che di cubista. Un piccolo Picasso.



Son cose.

giovedì 4 ottobre 2007

L'esclusa

backstage

Certe volte dire che la felicità è dietro l'angolo sembra una banalità.



(Foto di Amorplatonico, Mare dietro casa sua. Dedicato alla Francese)

martedì 2 ottobre 2007

Le grandi domande



C'è una cosa che odio davvero. Ma davvero tanto. E' stendere il bucato. Un po' di meno, odio ritirare il bucato.

Dopo rinvii dovuti al fatto che la mia cara lavatrice ha deciso di non fare l'ultimo risciacquo (probabilmente hanno installato al posto del programmatore a ruota una copia di Windows Vista), mi affaccio sul mitico vicolo a stendere.

Esce il mio vicino di casa, a fare lo stesso. Ci salutiamo.

- Ue'!

- Ue'! (saluto del maschio adulto)

- Tutto bene?

- Sì, tu?

- Tutto bene! (conversazione massima del maschio adulto)

- Io odio stendere!

- Io invece mi rilasso!



Ora: io adoro il mio lavoro. E odio stendere. Mi fa innervosire.

Se stendere ti rilassa, hai qualcosa che non va, o dentro di te si agita un futuro proprietario di una catena di lavanderie. O, peggio, te lo ha detto tua moglie: esci, e stendi il bucato!



Attanagliato da questo dubbio, vi lascio con la grande questione occulta sulla moltiplicazione dei calzini. Dalla lavatrice ne escono sempre di piu' di quanti ce ne metti.



Poi, giuro, non so.



(Foto di Amorplatonico)