giovedì 11 maggio 2006

La donna della mia vita

Sabato sera. In giro con la comitiva. Tutti bravi ragazzi. Tre coppie, una single, piu' io e la Riccioluta. Scoppiati.
Dove andiamo? io, pratico e stanco... "compriamo le pizze e andiamo a casa mia... terrazzo davanti al mare e ci facciamo la chiacchiera..."
No. E' sabato e BISOGNA uscire.
Ed io odio le code. Coda fuori del locale (ovviamente il locale scelto dalla single: alla moda e pieno di gente: cioè, aspetti un sacco per mangiare malissimo; eppoi: se esci con una comitiva di "appaiati" e abbastanza chiusa - la riccioluta morde - chi cavolo vuoi che ti calcoli? oppure mettiti un cartello con sopra scritto "CERCASI FIDANZATO DISPERATAMENTE. ASTENERSI PERDITIEMPO. POSSIBILMENTE STRONZO, COSÌ FACCIO ANCHE LA VITTIMA"). No. Troppo difficile.
Si decide di cambiar destinazione. Strada piena di bei locali tipo Trastevere (anche se Trastevere è tutta un'altra religione).
Entriamo in un altro posto. Pizzeria dignitosa e carina. Bella luce. Bella gente. Dieci minuti per il tavolo (dieci minuti veri, non dieci minuti del il tipo con l'auricolare, la lista e i biglietti tipo banco macelleria e il "vi chiamo io". E non per cognome. Per numero. Muuuuuuu!)
Io, A. (un amico duepiùduefaquattro) e LaSfusa (la single di professione) andiamo nel locale piu' avanti che è piu' figo, per vedere se casomai...
Entriamo io e A.
Lei è lì.
Al tavolo.
Bellissima.
Capello lunghissimo. Nero. Zingaresco.
Orecchino al naso.
Bella.
Bella.
Bella.
Sorridente.
Metà Biancaneve. Metà Morgana.
Io, vestito rigorosamente di nero. Guardabile. Persino affascinante. Forse. Mah!
La guardo. Non la riconosco immediatamente.
Lei mi sorride, e mi saluta. Veramente, si sbraccia. Si alza e mi viene incontro.  Ovviamente ignorando il personaggio al tavolo con lei.
Io non la ricordo (mi sembra una mia amica modella, ma non può essere... a Bari, no, non è possibile). E' lei, invece.
Maledetta.
La DonnaDellaMiaVita.
Protagonista di una mia cotta postadolescenziale preseparazione (tanto ti innamori ogni sette secondi, perchè è pura fantasia).
E' lei, quel personaggio mistico, che viene fuori dal mio immaginario, dell'antiborghese intellettuale. Della donna che sbuca da un libro di Chatwin. Che ha l'infinito negli occhi.
"Ciao AmorPlatonico! non ti ricordi di me?"
("E chi potrebbe dimenticarti? Io ti amo da quando sono nato e lo so soltanto ora!")
"Sono A*, l'amica di N.!"
"Certo. Certo che mi ricordo di te!" (saluto anche il termosifone al fianco, così non si sente escluso)
Due minuti di convenevoli.
Mi volto, A, spalla degna, si è volatilizzato per lasciarmi campo libero, portandosi via LaSfusa.
Chiacchiere. Sorrisi e chiacchiere. E sorrisi.
Lei è davvero la donna della mia vita.
E sono fortunato.
Per due motivi.
Primo: incarna un sogno. Che ora ha un volto. E dare un votlo ai sogni li aiuta a scaricare le loro energie pulsionali inconscie. Ed è bello parlare con un sogno.
Secondo: e' fidanzata con il termosifone. Grazie, amico mio. Mi hai salvato la vita.
Usciamo dal locale, sottobraccio a A.
Prontamente la telefonata della Riccioluta "Il tavolo è pronto! dove cavolo siete?"
Ridiamo come dei pazzi.

4 commenti:

  1. maddico! ti sembra modo questo?! ci conosciamo da secoli e non mi dici che sei daltonico?!



    (ridochenonridevocosìchissàdaquantotempo)



    Serena

    RispondiElimina
  2. blog divertente..passavo di qui ...ciao ;)

    RispondiElimina
  3. Urka, come ti capisco!

    Goditi la tua cotta senza speranza, che perlomeno porti sole e vento nella tua vita,

    Leela

    RispondiElimina
  4. @lory:

    ti rispondo con le parole di un grande:

    "La prima volta che mi sono innamorato era una donna conosciuta in sogno e dopo è sempre stato così"

    Fossati, La mia giovinezza.

    RispondiElimina